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Storia e cultura

Il 5 febbraio del 1783 alle ore 12,45 si verificò la prima forte scossa di terremoto che ebbe la durata di ben 2 minuti alla quale seguirono 9 violente scosse fino alle ore 21,45. L'epicentro del fenomeno fu la Piana di Gioia Tauro dove la magnitudo raggiunse l’11° grado della scala Mercalli. A Roccaforte l’intensità fu pari all’ottavo grado della suddetta scala. La violenza fu tale da far crollare molte case. Crollò anche la chiesa di San Sebastiano mai più ricostruita. Il giorno successivo vennero avvertite 64 scosse a distanza di brevi intervalli. Tra tutte le frequenti scosse che si ripeterono nel corso delle ventiquattro ore, quella delle ore 7,30 della mattinata del 6 febbraio fu disastrosa quanto la prima e completò così i danni. Il 7 febbraio, alle ore 22 circa mentre infuriava una pioggia battente, ci fu una nuova scossa rovinosa con epicentro tra Scilla e S. Agata di Reggio. A Roccaforte l’intensità fu del 7 grado della scala Mercalli. Il 28 marzo alle ore 1, 26 si verificò un’altra scossa violentissima che durò 2 minuti con un’intensità del 6 grado della scala Mercalli. La paura nella popolazione perdurò per parecchi anni perché numerose repliche continuarono a ripetersi con notevole frequenza. Infatti nel 1783 le scosse raggiunsero il numero di 952, tra il 1784 e il 1786 ci furono 1550 scosse.

Fu senza dubbio uno dei terremoti più catastrofici che abbiano mai colpito la Calabria. Il territorio subì drammatici cambiamenti morfologici e idro-geologici : frane, smottamenti e crolli cambiarono la geografia della regione, il corso dei fiumi e la morfologia delle coste e nacquero oltre duecento nuovi laghi, alcuni dei quali di notevoli dimensioni. Nello Stato di Amendolea di cui Roccaforte era casale moltissimi edifici crollarono o divennero inabitabili. La rocca su cui poggiava Amendolea si era aperta mentre nelle falde del monte Scafi si era creata una fenditura che minacciava l’abitato di Condofuri. Quanto a Roccaforte molti edifici erano completamente distrutti mentre altri risultavano inabitabili. Prima del terremoto gli abitanti erano 700 ma non si hanno notizie precise circa decessi avvenuti a causa del terremoto.

Articolo scritto da Francesco Palamara

 

 

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