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Storia e cultura

 A partire dal settembre 1888, sulla rivista di letteratura popolare “La Calabria”, sono state pubblicate 43 novelle greche di Roccaforte tramandate sino a quel momento soltanto oralmente. Grazie all’opera di Luigi Bruzzano, insigne studioso e docente di greco al Liceo Classico di Monteleone, hanno avuto un’ufficializzazione scritta che ne ha consentito la conoscenza e la conservazione.

Il Prete e il Drago 

Una volta c’era un prete e una mattina partì e andò alla mandria del drago e prese per forza il formaggio e la ricotta ai pecorai e cominciò a fuggire. I pecorai, come videro che giungeva il drago, gli gridarono che quel prete, il quale andava fuggendo aveva rubato loro il cacio e la ricotta.

Avendo il drago udito ciò, corse dietro al prete. Quando fu vicino che era per raggiungerlo, il prete si fermò e disse al drago “ Tu molto corri per me, ma io non ho paura di te, perché io ti stritolo come stritolo questa pietra bianca con le mie mani”. E qual’era la pietra bianca che afferrò? La ricotta, che fece in minuzzoli con le mani e al drago disse che era pietra bianca. Il drago, vedendo ciò, credette che fosse davvero pietra bianca e preso da paura si fermò. Il prete, come vide che il drago si era fermato, prese il formaggio, ch’era più grande, e gridò al drago: “ Vedi come quest’altra pietra, più grande, vedi come la riduco? E se piglio te, ti faccio farina”. Il drago vedendo ciò disse: “ Questo prete dev’essere più forte di me”. E lo chiamò e gli disse: “ Compare prete, non fuggite, ché io non vi faccio nulla, e voglio che diventiamo compari” Il prete rispose “ io non ho paura. Volete che diventiamo compari? Diventiamolo. E così accettarono il San Giovanni e il prete col drago andò a casa di lui. Come furono giunti, la moglie del drago vide che suo marito conduceva quel prete e gli disse: “Ora facciamo un bello scialo”. Ma il drago rispose a sua moglie: “Sta zitta, ché, se ti sente, ci ammazza tutti e due. Tu non sai che forza ha questo compare prete, che le pietre bianche le schiaccia con le mani e le fa briciole, briciole!”. E il prete stava col drago e con la draga. Un giorno il drago disse al prete “ Andiamo un pò a divertirci”. Il prete gli disse:” Si, compare drago”. Allora il drago lo condusse ad una campagna, e li c’era una pietra di mulino che egli pigliava come una verga. E disse al prete: “ Si compare, dobbiamo veder chi la rotoli più lontano”. Il prete, sentendo ciò, disse al drago: “ Si, compare, rotolatela prima voi”. Allora il prete fu preso da paura, perché egli non poteva nemmeno smuoverla. Ma poi la pensò, come dovesse ingannare il drago. Il drago prese fra le mani quella pietra, come uno piglia un pane, e la ruzzolò; e andò tanto lontano, che camminarono due ore per raggiungerla. Raggiuntala, il drago disse “ Ora ruzzolatela voi”. “Si, compare drago”. Ma ecco che il prete prende il fazzoletto fra le mani e cominciò a far segni dalla parte del mare, il drago, come vide che faceva così, gli disse: “Compare prete perché fate così?. “ Faccio segno perché si allontanino quelle barche che sono lì nel mare, perché la pietra andrà lì, quando l’avrò scagliata”. Il drago disse “Compare prete, io non voglio che la scagliate, per non perdere la pietra, poiché essa è il mio divertimento”. E il prete la scampò dalla pietra del mulino. Pochi giorni appresso disse il drago al prete “Dobbiamo andare per due fasci di legna”. “ Si, compare”. Ma il prete allora vide il drago pigliare due corde che erano lunghe ciascuna un centinaio di canne. Il povero prete non poteva portare nemmeno dieci rotoli, e non avrebbe potuto portare quella corda colle legna. Allora gli disse “ Compare drago, io voglio un migliaio di queste corde per venire io così legherò tutta la montagna e la porterò in una sola volta”. Il drago udendo ciò, gli rispose: “Compare prete, io non voglio che veniate a legna;vado solo, perché voi volete distruggere la montagna in una sola volta”. Il giorno dopo, il drago disse al prete: “dobbiamo andare per acqua con queste due botti”. “Si, compare. Non c’è bisogno che andiamo colle botti; ora io vado e porto la fonte qui”: Il drago gli disse: “No compare. Ora vado solo e porto l’acqua colle botti, perché voi volete distruggere tutto il mondo in una volta”. Il prete gli rispose: “Io così son solito fare”. Il giorno appresso, disse il drago al prete “ Dobbiamo vedere chi è buono a bucare un faggio colle dita”. Il prete rispose: “Si”. Ma che fa? Il prete prese, nella notte , una trivella e andò a bucare il faggio e fece dieci buchi e li otturò davanti colle scorze. Il giorno dopo, giunti che furono, il prete batté colle dieci dita sul faggio e fece dieci buchi e disse al drago: “ Vedete compare! Io ho bucato il faggio”. Il drago disse fra sé: “Ha più forza di me!”. Il giorno dopo, disse il drago al prete: “Io ho questa mazza e dobbiamo vedere chi di noi la manda più in alto”. Il prete disse fra sé: “ tutte le volte l’ho burlato, ma per questa mazza non posso rimediare, poiché essa pesa un centinaio di cantari”. E disse al drago:” Lanciatela voi prima”. Il drago la prese e la lanciò in alto che ci volle mezza giornata per tornare a terra. Quando il prete vide ciò, non sapeva come avesse a fare; ma la pensò subito e prese il fazzoletto nelle mani e gettò il berretto, e guardava al cielo e faceva segni col fazzoletto. Il drago , vedendolo far così, gli disse:” Compare prete, perché fate così?”. “Compare drago, faccio segno perché Cristo e gli angeli si allontanino dal Paradiso, perché la mazza, quando l’avrò mandata in alto , giungerà li e vi rimarrà; perciò faccio loro segno di allontanarsi”. Il drago udendo ciò, disse: “ No , compare! Io non voglio che voi la lanciate, perché questa mazza è il mio divertimento e non voglio perderla”. Il prete rispose: “ Compare, faccio come volete; ma, se io la scaglio nel Paradiso, vi rimane”. Il giorno appresso, disse il drago al prete: “ Dobbiamo andare alla mandria e mangiare ciascuno di noi una capra”. Il prete rispose: “Si compare”. Ma il prete pensava come avesse a fare, perché non era buono a mangiarsi una capra, e pensò di mettersi un sacco sotto il vestito, che gli giungesse sotto alla gola; quando mangiassero, come andasse a mettere il cibo in bocca, lo gettasse nel sacco. E così fece. Andati alla mandria, cucinarono due capre, e il drago ne diede una al prete per mangiarsela. Ma il prete. A poco a poco, gettò tutta la carne dentro il sacco e disse al drago: “ Io, compare,ho finito la capra”. Il drago rispose: “Avete fatto bene”. Dopo aver mangiato, gli disse il drago: “ Ora dobbiamo metterci a fuggire, per vedere chi corre di più. Io vi do un’ora di tempo ( per andare) avanti”. “ Si compare”. E si mise a fuggire per la strada. Giunto dal pecoraio con i capretti, prese il coltello e dette un colpo al ventre e aprì il sacco e gettò tutta la carne li, a terra. Il pecoraio gli disse:” perché avete fatto così?”. “Per alleggerire e poter fuggire di più”. E disse al pecoraio: “ Vieni qua, mangia di quella carne, che vedrai che è buona”. Il pecoraio, come sentì che era buona, si mise a mangiare, e il prete cominciò a fuggire. Giunto che fu colà il drago disse al pecoraio: “ Hai visto quanto tempo è che passò il prete?”. Il pecoraio rispose: “ Non lo raggiungerete più, perché voi non sapete che cosa fece quando fu qui. Si dette un colpo di coltello al ventre e riversò tutta la carne, per alleggerire e poter fuggire di più”. Il drago, udendo ciò, prese pure il coltello e si dette un colpo al ventre e cadde li a terra morto, e finì il drago. La draga, come vide giungere il prete correndo, gli disse: Perché venite fuggendo?”. “ Ah! Comare, vengono una quantità di briganti per ammazzarci; hanno ammazzato il mio compare, e noi, comare, dobbiamo gettarci nel pozzo”. La draga, udendo ciò, si gettò nel pozzo e si ammazzò anche la draga. Così perirono tutti e due, e il prete rimase padrone di quella proprietà, e noi siamo rimasti qui, senza niente e dobbiamo sudare , faticare per vivere.

 

 




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