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Storia e cultura

Al momento dell'unificazione del Regno d’Italia avevano diritto di voto i cittadini maschi in possesso di determinati requisiti di età, censo e istruzione. Le prime elezioni dopo l’unificazione del regno d’Italia si tennero il 19 maggio 1861, gli elettori iscritti erano 31 mentre i votanti furono 23 perché gli assenti si erano recati alla fiera di San Bruno. Vennero eletti consiglieri: Andrea Cento, Giuseppe Tripepi, Fortunato Cento, Filippo Malgeri, Lorenzo Pancallo, Marcantonio Pangallo, Antonino Sgro, Paolo Spanò, Francesco Andrea Cento, Antonio Modaffari, Antonio Sergi, Domenico Malgeri, Fortunato Angelone, Pasquale Falcomatà e Pietro Palamara e il 31 luglio del 1861 il Governatore della provincia Avv. Antonino Plutino nominò sindaco Antonino Sgrò. Il 20 settembre 1863 con decreto del Re Vittorio Emanuele II venne sciolto il Consiglio Comunale per violazione degli artt. 144 e 222 della legge 23 ottobre 1859 N. 3702 e contestualmente venne nominato Delegato Straordinario il dott. Giovanni Andrea Condemi , Segretario Comunale di Bova Marina. Il 30 gennaio 1864 si tennero le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale. Gli elettori iscritti erano 34 e vennero eletti: Antonino Sgro, Marcantonio Pangallo, Fortunato Cento, Salvatore Russo, Pietro Palamara, Domenico Palamara, Domenico Malgeri, Fortunato Angelone, Paolo Spanò, Domenico Antonio Angelone, Vincenzo Martinello, Antonino Modaffari, Francesco Antonino Modaffari, Domenico Antonio Cento, Pietro Palamara, Fortunato Pangallo, Pasquale Falcomatà.

 Il 17 aprile 1864 venne nominato Sindaco Marcantonio Pangallo per il triennio 1864 – 1866. L’11 luglio 1864 decaddero dalla loro carica i consiglieri comunali Paolo Spanò, Pasquale Falcomatà, Francesco Antonio Modaffari, Pietro Palamara e Domenico Palamara per mancanza di censo. In sostituzione furono eletti Gio.Battista Tripepi, Antonino Modafferi, Mario Iaria, Antonio Iaria e Giovanni Antonio Romeo. In base all'ordinamento sabaudo, confermato dalla legge n. 2248 del 1865 il sindaco era di nomina regia ma veniva scelto fra i consiglieri comunali. Il consiglio comunale durava cinque anni ma si rinnovava per un quinto ogni anno mediante sorteggio. In ottemperanza alla predetta normativa il 31 gennaio 1867 venne nominato sindaco Antonino Sgro per il triennio 1867 - 1869 . In quel periodo i Consiglieri Comunali erano: Fortunato Cento, Domenico Anghelone, Domenico Antonio Russo, Bruno Sgro, Antonino Sgro, Antonino Modaffari, Fortunato Sgro, Paolo Spanò, Domenico Antonio Cento, Domenico Tripepi, Vincenzo Martinello, Antonino Modafferi, Fortunato Angelone, Giovanni Romeo e Domenico Pangallo mentre la Giunta comunale era composta da Fortunato Cento e Fortunato Angelone assessori effettivi e da Domenico Russo e da Antonio Modafferi supplenti.Il consiglio Comunale alla luce della suddetta normativa veniva rinnovato parzialmente tutti gli anni. Nel 1870 il Consiglio Comunale era composto da:Domenico Modafferi, Vincenzo Martinello, Domenico Tripepi, Fortunato Angelone, Domenico Pangallo, Giovanni Antonio Romeo, Domenico Antonio Angelone, Domenico Antonio Russo, Salvatore Russo, Antonino Sgro, Bruno Sgro, Fortunato Cento, Giuseppe Penna e Domenico Antonio Malgeri. Nel 1870 venne riconfermato Sindaco Antonino Sgro il quale si dimise nell’aprile del 1875, successivamente ritirò le dimissioni per le pressioni esercitate dal prefetto De Feo. Le ragioni delle dimissioni si possono evincere dalla relazione del funzionario di Prefettura V. Fusco. La popolazione nel periodo che va dal 1871 al 1874 non aveva ottemperato all’obbligo di pagare le tasse per la rilevante cifra di 19.000 lire e fu quindi costretta a pagare gli arretrati nel 1875. Questo causò malcontento anche all’interno del Consiglio Comunale tanto che nell’ottobre del 1875 la sessione del Consiglio Comunale dedicata all’approvazione del bilancio preventivo per il 1876 andò deserta. L’intervento del funzionario della Prefettura che minacciò i consiglieri di ricorrere a mezzi di rigore convinse i componenti del consiglio comunale, dopo una lunga e laboriosa trattativa, ad approvare il bilancio preventivo. Il 16/01/1876 venne ancora una volta rinnovato l’incarico di primo cittadino ad Antonino Sgro per gli anni 1876 – 1877 – 1878 mentre il Consiglio era formato da Marcantonio Pangallo, Andrea Angelone, Domenico Modafferi, Fortunato Angelone, Pietro, Palamara, Antonino Russo, Antonino Sgro, Bruno Sgro, Fortunato Cento, Domenico Pangallo, Giovani Antonio Romeo, Giuseppe Sergi, Fortunato Sgro, Giuseppe Spanò e Giuseppe Penna.La giunta era composta dagli assessori effettivi Fortunato Cento e Antonino Russo e dai supplenti Andrea Angelone e Antonino Modaffari. Il 17 aprile 1879 venne riconfermato sindaco Antonino Sgro. Il Consiglio comunale era costituito, secondo l’ordine di preferenze riportate alle elezioni, dai seguenti consiglieri: Fortunato Cento, Domenico Pangallo, Giuseppe Sergi, Fortunato Sgro, Giuseppe Penna, Giuseppe Spanò, Pietro Angelone, Antonino Russo, Pietro Palamara, Domenico Modafferi, Giuseppe Palamara, Antonino Sgro, Bruno Sgro, Antonino Russo Andrea Angelone.  Anche per il triennio 1882 - 1884 venne nominato Sindaco Antonino Sgro. Nel suddetto triennio i consiglieri comunali, in ordine di preferenza , erano: Pietro Palamara, Domenico Modafferi, Antonino Sgro, Bruno Sgro, Antonino Russo, Giuseppe Russo, Marco Spanò, Gaetano Sergi, Fortunato Sgro, Pietro Angelone, Giuseppe Spanò, Antonino Russo, Giuseppe Penna, Marco Sergi e Domenico Sergi. Gli assessori effettivi erano Domenico Modafferi e Antonino Russo mentre i supplenti erano Antonino Russo e Pietro Angelone.. Con le riforme del 1889 e del 1890 i consigli comunali elessero direttamente il sindaco il quale rimaneva in carica 4 anni ed era rieleggibile a patto che mantenesse la carica di consigliere. Nel periodo 1888 – 1891 Antonino Sgro venne riconfermato alla carica di Sindaco. Il Consiglio Comunale era formato da Pietro Angelone, Giuseppe Spanò, Antonino Russo, Giuseppe Penna, Marco Sergi, Domenico Sgro, Domenico Modafferi, Antonino Sergi, Bruno Sgro, Antonino Russo, Giuseppe Sgro, Pietro Angelone, Giuseppe Russo e Gaetano Sergi.La Giunta era costituita da Antonino Russo e Giuseppe Sgro assessori effettivi e Pietro Angelone e Antonino Russo supplenti. Il 14 giugno 1892 Il Consiglio Comunale, costituito da Pietro Angelone, Giuseppe Angelone, Francesco Cento, Domenico Modaffari, Domenico Palamara, Antonino Perpiglia, Antonino Russo, Giuseppe Russo, Antonino Russo, Antonino Sgro, Bruno Sgrò, Filippo Sgro, Giuseppe Sergi e Domenico Sergi, elesse alla guida del Comune Antonino Sgro. Nel 1894 il Sindaco Antonino Sgro si dimise a causa di una querelle politica molto accesa che ebbe degli strascichi in tribunale. La questione riguardava alcuni terreni demaniali che secondo Sebastiano Cento erano stati usurpati dal primo cittadino. Nel 1895 venne eletto Sindaco il Dott. Giuseppe Sgro il quale mantenne la carica sino al 1899 anno in cui venne eletto primo cittadino il Cav. Filippo Sgro. Il 31 luglio 1899 venne rinnovato parzialmente il Consiglio Comunale. Gli elettori iscritti erano 53 mentre i votanti furono 42. I voti validi 40 e le schede bianche 2. Furono eletti: Giuseppe Sgro, Giovanni Palamara , Giovanni Cento, Antonino Sgro, Giuseppe Russo, Giuseppe Penna, Giuseppe Palamara e Giuseppe Modafferi. Il 3 settembre del 1907, con 11 voti, venne eletto alla carica di Sindaco il Cav Filippo Sgro il quale mantenne l’incarico di primo cittadino sino al 1925. In quel periodo il Consiglio Comunale era composto da Pietro Angelone, Francesco Autelitano, Pietro Angelone, Giuseppe Cento, Domenico Modafferi, Giuseppe Palamara, Giovanni Palamara, Antonino Pangallo, Giuseppe Penna, Giuseppe Russo, Marco Sergi, Filippo Sgro, Antonino Sgro, Domenico Sgro e Giacomo Sgro mentre gli assessori effettivi erano Giuseppe Russo e Domenico Sgro , gli assessori supplenti Pietro Angelone e Francesco Autelitano. Con il Testo Unico del 1908, la durata in carica dei consiglieri fu prolungata a sei anni con il rinnovo di un terzo ogni biennio. Nel 1912 venne introdotto il suffragio universale maschile per tutti i cittadini di età superiore ai 30 anni e al termine del primo conflitto mondiale il limite di età venne abbassato a 21 anni. Nel 1915 la durata del Consiglio comunale venne ridotta a quattro anni senza rinnovazioni parziali per sorteggio. Nel 1917 Il Civico Consesso era composto dai seguenti consiglieri: Filippo Sgro ( Sindaco), Domenico Modaffari, Giuseppe Palamara, Giovanni Andrea Angelone, Luigi Penna, Antonino Perpiglia, Giovanni Squillaci, Domenico Sgro, Antonino Sgro, Marco Sergi, Antonino Russo, Costantino Palamara, Salvatore Cassisi, Francesco Autelitano, Giovanni Palamara. Tra il 1925 e il 1928 l'ordinamento comunale fu profondamente trasformato da una serie di provvedimenti emanati dal regime fascista. Fu istituita la figura del podestà e fu ridefinito il ruolo del segretario comunale trasformando così il Comune da organo di autogoverno a ente ausiliario dello Stato. Con la legge Legge 4 febbraio 1926, n. 237 e il Regio decreto legislativo 3 settembre 1926, n. 1910 venne abolita la figura del sindaco, eletto da un consiglio comunale a sua volta eletto dai cittadini. Durante “il ventennio” furono messi al bando i partiti politici antifascisti. L’unico partito che poteva svolgere attività politica era quello fascista. A Roccaforte i principali rappresentanti del suddetto partito erano Antonino Modafferi Segretario del Fascio, Francesco Russo comandante del locale reparto della milizia fascista e Filippo Sgro Capitano Medico della Milizia. Nel 1925 con decreto reale venne nominato Podestà il Cav. Filippo Sgro il quale mantenne la carica sino al 30 giugno del 1934. Il 1 luglio del 1934 venne nominato Commissario Prefettizio il Dott. Alfonso Plateroti al quale subentrò nel marzo del 1935 il Dott. Carmelo Iacopino. Nel 1938 venne nominato Podestà l’Ing. Domenico Sgro. Dal dicembre del 1939 al maggio del 1940 ricoprì la carica di Commissario Prefettizio il Dott. Vincenzo Crupi. Dal giugno 1940 venne nominato il Dott Achille Gentile sino al settembre del 1941. Dal mese di ottobre del 1941 sino al 1943 l’incarico di commissario prefettizio fu ricoperto dal Cav. Pasquale Catanoso mentre dall’inizio del 1943 sino all’ 8 settembre dello stesso anno gli subentrò Antonino Sgro. Dopo la divulgazione del messaggio del capo del governo maresciallo Badoglio riguardante l’armistizio e la cessazione di ogni ostilità verso l‘esercito anglo americano, un gruppo di partigiani del “Comitato per la salute pubblica” si recò presso la casa comunale e intimò al Commissario prefettizio di rassegnare le dimissioni. Il 15 settembre 1943, con l’entrata a Roccaforte delle truppe inglesi venne nominato Sindaco Orlando Cassisi, esponente del Partito Comunista Italiano, il quale durò in carica sino al 15 febbraio del 1945. Il 9 febbraio del 1945 gli esponenti di tutti i partiti politici, compreso quello comunista, organizzarono una manifestazione contro l’operato del sindaco. Il Segretario Comunale, in assenza del primo cittadino, consegnò le chiavi del municipio al comandante della caserma dei carabinieri Brigadiere Antonio Spatari il quale informò della situazione la prefettura di Reggio Calabria. In quei giorni il Prefetto era assente da Reggio e il Vice Prefetto Rivella, il 16 febbraio 1945, nominò Commissario prefettizio Nicola Crucitti, segretario comunale a San Lorenzo, in attesa che il Prefetto decidesse circa la sostituzione del Sindaco reclamata dalla popolazione nella manifestazione del 9 febbraio. Tra il 26 e il 27 febbraio si verificarono degli avvenimenti che ebbero risalto nazionale e che sono noti come “ i fatti di Roccaforte”. In diverse circostanze persero la vita Giuseppe Penna, Settembrino Penna e Giuseppe Cassisi vittime innocenti di torbide storie politiche. Per rasserenare il clima politico piuttosto acceso, il 14 marzo si riunirono presso i locali della Camera del Lavoro gli esponenti del Partito Comunista Italiano, del Partito Socialista Italiano, del Partito Democratico Liberale e della Democrazia Cristiana . Dopo un’ampia e approfondita discussione proposero al Prefetto la nomina di Antonino Nucera alla carica di Sindaco. Nominato nel giugno del 1945, con grandi difficoltà, riuscì a traghettare il Comune di Roccaforte verso le libere elezioni che si tennero nel 1946 e videro trionfare la lista espressione del Partito Comunista. Il Consiglio Comunale era composto dai seguenti consiglieri: Carmelo Nucera, Santo Spanò, Marco Russo , Alberto Sergi, Francesco Iaria , Vincenzo Gullì, Francesca Sgro, Idoneo Pangallo, Rocco Perpiglia, Francesco Squillaci, Pietro Pangallo, Domenico Penna, Francesco Iacopino, Vincenzo D’Agostino e Domenico Cento. Nella riunione del 17 marzo venne eletto Sindaco Idoneo Pangallo con 13 voti. Il 21/07/1950 il Prefetto Aurelio Gaipa sospese il Sindaco dalle sue funzioni sino all’esito di un giudizio penale pendente. Nella seduta del 27/07/1950 il Consiglio Comunale presenti 9 consiglieri su 14 si riunì per discutere le dimissioni del Sindaco il quale inviò una missiva nella quale rassegnava le dimissioni “ per circostanze sopravvenute e di carattere strettamente personale e familiari”. Le dimissioni vennero accettate con 6 voti a favore e 2 contro. Nella riunione del 31/07/1950 il Consiglio Comunale, presenti 11 consiglieri, elesse Sindaco Carmelo Nucera con 10 voti. Continua...

Articolo scritto da Francesco Palamara

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