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Storia e cultura

Gli eventi alluvionali hanno segnato tappe drammatiche e difficili nel passato di Roccaforte del Greco. Il primo evento censito risale al 4 novembre del 1846 quando una terribile alluvione provocò dei danni che vennero quantificati da una commissione nominata dal Decurionato in ducati 122, 26. L’anno successivo sempre di novembre un’altra alluvione si abbatté sul territorio di Roccaforte e i danni ammontarono a 94, 36 ducati.Dal 15 al 19 ottobre del 1951 si ebbe una delle alluvioni più violente. Il nubifragio fu causato dalla combinazione di venti di Scirocco e Levante. Di seguito vengono riportati i dati pluviometrici del suddetto periodo. il 15/10: 4, 2 mm; il 16/10: 159,2 mm; il 17/10: 200,2 mm; il 18/10:184,9 mm e il 19/10:98,4 mm. L' accumulo complessivo fu di  747,6. La sera del 21 ottobre 1953 un devastante uragano si abbatté sull'intera provincia di Reggio Calabria. La zona complessivamente più danneggiata dalla tempesta fu quella tra Reggio Calabria e Condofuri. In tutta la provincia i danni ammontarono a decine di miliardi di lire, i morti furono oltre un centinaio e i senzatetto più di milleduecento. A Roccaforte molti abitanti furono costretti ad abbandonare le loro abitazioni. I sinistrati per iniziativa del Genio Civile di Reggio Calabria vennero in parte avviati verso il Centro Raccolta Profughi di Roi Pineta (L’Aquila) ed altri vennero ricoverati in case requisite dal Comune.

Dopo circa due anni di continue peregrinazioni, e precisamente nel maggio del 1955 gli alluvionati furono ricondotti nel paese di origine e alloggiati nelle 40 abitazioni costruite dall’E.A.C.P. Subì gravi danni l’acquedotto comunale, costruito nel 1927. L’acquedotto venne ricostruito nel 1955 con spesa a carico dello Stato sostituendo la tubatura nel tratto strada provinciale- torrente Pace – S. Maria. Dal 20 dicembre del 1972 al 2 gennaio del 1973, una perturbazione meteorologica interessò il Sud della penisola causando pesanti conseguenze soprattutto in Calabria. In questo breve lasso di tempo caddero all’incirca 1500 millimetri di pioggia, un valore equivalente alla media annua rilevata nella zona, questa ondata di maltempo fece infatti registrare innumerevoli crolli ed allagamenti, specialmente sul versante jonico. I danni furono rilevanti, in tutto il territorio di Roccaforte del Greco si notarono movimenti franosi, crepe originate da scoscendimenti di acqua disordinata, alberi sradicati, smottamenti di terreno, strade interpoderali e mulattiere quasi distrutte. Il torrente nella contrada Scala ostruito da una frana di notevoli dimensioni provocò danni irreparabili agli appezzamenti limitrofi, agli uliveti, ai vigneti, alle piante di castagno e alle case coloniche. Gli abitanti delle contrade più colpite nell’immediatezza degli eventi calamitosi rimasero isolati per diversi giorni e vennero soccorsi dagli elicotteri inviati dalla Prefettura di Reggio Calabria . Centinaia di famiglie della frazione Ghorio e dei rioni Castello e Gattani furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni . Notevoli furono i danni nel settore agricolo e almeno 150 capi di bestiame morirono durante l’alluvione. Dalla relazione del Geologo Prof. Antonino Ietto dell’Università di Napoli si rileva la gravità della situazione creatasi in seguito alla calamità abbattutasi nell’arco di quei dodici giorni “….. Nel territorio di Ghorio due cospicui fenomeni franosi hanno lambito isolandolo completamente rispettivamente al limite nord e al limite sud. A tre giorni dalla fine delle precipitazioni, la quantità di acqua ancora emergente dal terreno in corrispondenza dei tagli delle strade periferiche, dimostra un’attiva alimentazione da monte fino a completa saturazione del terreno. Pertanto, la probabile evoluzione delle frane già individuatesi lateralmente e a monte del paese, la concreta probabilità dell’attivazione di improvvisi cedimenti del terreno sorreggente l’abitato stesso, hanno reso necessario lo sgombero totale della frazione, immediatamente effettuato.

Articolo scritto da Francesco Palamara

 

 

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