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Storia e cultura

Ricordiamo che nell’antichità la Calabria venne  indicata con nomi diversi:

Ausonia, per le ricchezze; Esperia, perché ad occidente della Grecia; Enotria, da Enotrio, re dell’Arcadia o perché terra della vite e quindi del vino; Italia, dal re Italo o da vitulus, terra dei vitelli; Magna Grecia, perché diventò più importante della madre patria; Bruzia, per il popolo dei bruzi, e infine, sotto i Bizantini, nel VI° secolo d. C. Calabria, terra di ogni bene.La riproposizione storica che segue ha lo scopo di delineare e conoscere meglio il nostro territorio, terra di transito e di incontri di popoli  di diversa etnia.  I Calcidesi  fondarono il 757-756 a. C.  M e s s i n a, che chiamarono Zancle per la forma a falce del suo porto, e intorno al 730 a. C.   R e g g i o.  La fondazione di Reggio è raccontata da Tucidide, storico ateniese (n. 460 circa - m. 395 a. C. circa), da Antioco di Siracusa, storico del 5º sec. a. C., secondo il quale nel luogo dove venne fondata la città abitavano già Siculi e Morgeti, che passarono poi  in Sicilia, scacciati dagli Enotri. Alla città di Reggio appartennero numerosi villaggi situati intorno al capoluogo, “fra i quali  Kerasion, C e r a s i , ospitale e importante villaggio dell’entroterra… ”Secondo  Strabone, storico e geografo greco (n. Amasea, Ponto, prima del 60 a. C. - m. forse ivi, circa il 20 d. C.),  l’etimologia della parola Reggio deriva, per alcuni, dal greco  “separare a forza”, con riferimento alla spaccatura che produsse lo Stretto e che portò la Sicilia  a staccarsi dal continente per opera di terremoti, per altri dal latino “regio” o “regale”,  per la  potenza e  bellezza della città e del territorio. Eraclide Lembo, scrittore greco (2º sec. a. C.), nativo, non è certo, se di Ossirinco in Egitto o di Callati, Diodoro Siculo,  storico greco di Agirio (Sicilia), vissuto tra l'80 e il 20 a. C., e Dioniso di Alicarnasso, storico e retore greco (n. il 60 circa - m. dopo il 7 a. C.), raccontano particolari intorno alle parole con cui l’oracolo di Apollo, a Delfi, rispose ai Calcidesi che, come riporta Tucidide, erano stati estratti a sorte, uno su dieci, a causa di una carestia, per essere consacrati al Dio: “dove l’Apsia, l’odierno Calopinace, il più sacro dei fiumi, si getta in mare, troverai una femmina congiunta a un maschio: là fonda una città, perché il dio ti concede la terra Ausonia”. Questi gruppo di Calcidesi, a cui si unirono lungo il tragitto altri greci, dei Messeni, esiliati dal Peloponneso,  partiti da Delfo, raggiunsero la foce del fiume Apsia e nella località detta Pallantion, dove videro una vite intrecciata a un fico selvatico, fondarono la città di Reggio,   scacciando i barbari che vi abitavano. Lo Stato reggino si estese sul Tirreno, verso nord fino al fiume Metauro, identificato col fiume Petrace, che funse da confine fra Rhegion e Medma, l’attuale Rosarno, e a sud, lungo la costa jonica, fino al fiume Halex, forse l'odierna fiumara Galati, al confine tra Rhegion e Locri.

(*) ricerca storica a cura di Mimmo Codispoti

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